Lo stile di vita oberato dal lavoro

Il Metodo Anti Dieta Yo Yo di Doreen Virtue

Estratto dal libro Il Metodo Anti Dieta Yo Yo 
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Nella sindrome della dieta yo-yo ci sono cinque stili di sovralimentazione. Ciascuno ha una diversa causa emotiva, metafisica e comportamentale, ma tutti sono accomunati da malsane abitudini che impediscono un’alimentazione equilibrata. Potresti riconoscerti in più di uno stile di sovralimentazione (o in tutt’e cinque). Ora prenditi un momento per valutare in che stili ti riconosci: il “mangiatore compulsivo”, il “mangiatore emotivo”, il “mangiatore per autostima”, il “mangiatore stressato” o il “mangiatore dell’effetto valanga”.

  1. Quelli che non riescono a smettere di mangiare certi alimenti, ovvero i “mangiatori compulsivi”. Becky, che si vantava di essere sempre organizzata e “tutta d’un pezzo”, non riusciva a capire perché perdesse il controllo, andando avanti ad abbuffarsi, ogni volta che mangiava qualcosa con del cioccolato dentro. Allo stesso modo JoAnn scoprì di non poter tenere nel congelatore un chilo di gelato senza farlo fuori in un sol colpo. Come cibi irresistibili vanno per la maggiore cioccolato, dolci, pane, alimenti spazzatura salati, gelato e yogurt gelato, frutta secca, formaggio, condimenti cremosi per insalate e piatti speziati italiani o messicani.
  2. Quelli che utilizzano gli alimenti per comodità, ovvero i “mangiatori emotivi”. Il lavoro iperstressante di Janice la metteva in molte situazioni fastidiose, faticava a dire alla gente quanto fosse irritata dai loro comportamenti. Giunta al termine del lavoro, Janice aveva accumulato un intero giorno di rabbia: ogni sera, non appena arrivava a casa, si dirigeva dritta al frigorifero per sentirsi meglio, ma non era l’ideale per la sua salute.

Gli alimenti, oltre a essere un paravento per la rabbia, vengono ingeriti per combattere sensazioni come la fatica. Cindy si sentiva esausta dopo un giorno passato a rincorrere e a prendersi cura del figlioletto neonato. Per rifornirsi di energia sufficiente a preparare ogni sera la cena, si mangiava snack pieni di zuccheri, come caramelle o biscotti, annaffiandoli con una bibita.

  1. Quelli che usano il cibo per sentirsi meglio con se stessi, ovvero i “mangiatori per autostima”. Hillary metteva al primo posto il marito e i figli, spendendo per loro quei pochi soldi in più che la famiglia possedeva: per sé mai nulla. Indossava vecchi pantaloni e camicie logore, e spesso dimenticava di truccarsi. In dieci anni di matrimonio, Hillary ha messo su più di 36 chili; mangiare senza controllo era un altro modo per maltrattarsi.
    In questo caso ad avere la peggio è la salute mentale.
  2. Quelli che usano il cibo quando sono sotto stress, ovvero i “mangiatori stressati”. Rosalyn, che lavorava come quadro in una compagnia di assicurazioni, sentiva che il tempo non le bastava mai a fare tutto il necessario. “Passo al lavoro cinquanta ore alla settimana”, diceva, “poi devo tornare a casa e prendermi cura della famiglia. Trascorro i fine settimana a fare il bucato e la spesa dal droghiere. Il mio unico spasso sembra essere mangiare!”.

Purtroppo la scelta di Rosalyn di usare il cibo come strumento per gestire lo stress ha avuto come conseguenza un aumento di peso di 14 chili in due anni per l’alimentazione non corretta. “Prima di accettare questo lavoro ero molto orgogliosa del mio aspetto”, spiegava Rosalyn, “ma adesso non ho neppure tempo per fare esercizio fisico o seguire una dieta! Mi sono quasi rassegnata a finire grassa come mia madre”.

  1. Quelli che aumentano gradualmente il consumo di cibo, ovvero i “mangiatori dell’effetto valanga”. Diane ha continuato ad acquistare e perdere gli stessi 7 chili fin da quando ne aveva memoria. “Non c’è scampo”, spiegava, “non faccio in tempo a perdere peso, che subito comincio a rimetterlo su!”. Dopo un esame più attento scoprimmo che Diane perdeva peso riducendo l’abbondanza dei pasti. Una volta persi i 7 chili, smetteva di badare alle porzioni: i pasti s’ingrandivano sempre più finché non riacquistava tutto il peso.

Ogni inverno Darlene, un’altra mangiatrice dell’effetto valanga, ingrassava di 9 chili. “Per lo meno li posso nascondere sotto golf e giacche voluminose”, mi diceva, “ma certo non sarebbe male, per una volta nella vita, rimanere dello stesso peso tutto l’anno”. Ogni primavera, Darlene si rimetteva a dieta stretta e tornava ad allenarsi, in vista dell’estate e della prova costume: uno schema del quale era tremendamente stanca.

Il Metodo Anti Dieta Yo Yo di Doreen Virtue

 

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Postato in Le Parole di Doreen.

1 Commento

  1. Sono d accordo su tutto ciò che ho letto doreen come solito saggia .
    Io sono una mangiatrice da compagnia se sono stanca non mangio se sono stressata neanche ma se sono in buona compagnia butto giù tutto esageratente questo comportenti come si chiama ? Grazie doreen

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