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Cuore a Cuore di Doreen Virtue – Episodio 8 – La guida divina

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Ciao Amici, Precious e io abbiamo pensato di uscire un po’ oggi, anche se è molto ventoso. È una giornata molto bella e soleggiata. Oggi voglio parlare di come riuscire ad ascoltare la guida divina. Credo che questo aspetto sia fondamentale per vivere felici e in salute nel nostro mondo. Dio invia a noi gli angeli, come suoi messaggeri. Chi di noi ha imparato ad ascoltare i sottili messaggi degli angeli può sviluppare la stessa abilità di udire sentire, vedere e pensare i messaggi direttamente da Dio per sapere qual è il migliore passo da compiere, per ricevere una guida in merito alla salute, alla felicità alle relazioni interpersonali, alla carriera lavorativa allo scopo della nostra vita, insomma per ogni aspetto della nostra vita.

Oggi voglio parlare di un profeta di nome Geremia, il cui libro è contenuto nell’Antico Testamento. Abbiamo molto da imparare da Geremia perché egli ricevette il dono della preveggenza in età molto giovane. Forse anche voi avete ricevuto il dono di vedere e sentire, e anche a me è toccato. Geremia disse a Dio che era troppo giovane per essere un profeta: allora aveva circa diciassette anni. Per tutta la vita Geremia ricevette e trasmise messaggi divini. Ma non sempre i messaggi di Geremia furono ben accetti, perché le persone a quel tempo amavano uno stile di vita edonista. Le persone non vollero ascoltare, si arrabbiarono con Geremia, gli affibbiarono epiteti ingiuriosi e dissero che sbagliava.

Tutti noi abbiamo ricevuto doni spirituali, che sono perfettamente in sintonia con lo scopo della nostra vita. Alcuni hanno ricevuto il dono della preveggenza, altri quello della guarigione, altri quello di comprendere e parlare lingue straniere di insegnare e molto altro. Essere preveggenti è diverso dall’essere sensitivi, perché non ha niente a che vedere con la previsione del futuro. Significa semplicemente essere un canale divino. E se siete interessati a questo aspetto, se sentite che potrebbe essere la vostra chiamata vediamo insieme come accade. Vediamo prima di tutto le parole di Geremia, che trovo meravigliose.

Prendiamo il Libro di Geremia, che è nella sezione dei Profeti maggiori, subito dopo Isaia. Possiamo guardare Geremia 1:5. Dio dice a Geremia: “Ti conoscevo da prima che io ti formassi nel grembo di tua madre”. Dio ricorda a Geremia e a noi che ci conosce, che ci ha creati. Quindi, se Dio vi chiama a compiere qualcosa che vi spaventa – che si tratti del dono della preveggenza o d’inventare qualcosa di nuovo, compiere un servizio, realizzare un prodotto, scrivere qualcosa o occuparvi di guarigione – Se Dio vi ha scelto, indicandovi o battendovi un colpetto sulla spalla, è perché sa che siete stati fatti per quello scopo.

Al versetto 6 Geremia discute con Dio. Voi l’avete mai fatto? Credo proprio di sì. Dio capisce le nostre paure, le nostre insicurezze che l’energia inferiore usa per cercare di farci credere che non siamo pronti. In Geremia 1:6, quando Geremia discute con Dio, dice: “Oh Dio Eterno, non posso parlare in tuo nome, sono troppo giovane”. A chi guarda questo video ed è giovane, dico: “Non siete troppo giovani”. Se Dio vi propone qualcosa, vi dà la possibilità di realizzarla. Dio risponde: “Non dire di essere troppo giovane, perché devi andare ovunque io ti mandi e dire tutto ciò che ti ordino. E non aver paura delle persone, perché sono con te e ti proteggo”. Quando Dio ci dice di compiere qualcosa, sa che cosa sta facendo. E poi Geremia 29:11. È splendido, uno dei miei versi preferiti della Bibbia. Dio dice: “Perché conosco i piani che ho per te, e sono piani di pace, non di male per darti un futuro e una speranza”. Questo è importante per capire come ascoltare la voce divina.

Molte persone mi scrivono dicendo che, anche se pregano, non ricevono messaggi, né sentono la voce divina. Ecco la risposta, in Geremia 29:13. Dio dice: “Se mi cerchi sinceramente e con tutto il tuo cuore, mi troverai”. Significa che se cerchiamo Dio sinceramente… Dio non è da qualche parte sopra una nuvola! Dio è onnipresente, ossia ovunque. Non dobbiamo cercare lontano, ma semplicemente volere con sincerità e con tutto il cuore entrare in contatto con Dio. È necessario voler sentire la voce divina. In Geremia 33:3, Dio dice: “Chiedimi e ti rivelerò segreti importanti che ignori riguardo a ciò che verrà”. Chiedimi e ti rivelerò segreti importanti che ignori riguardo a ciò che verrà Tutto ciò che dobbiamo fare è chiedere. È proprio questo che intendeva Gesù, quando disse: “Chiedi e ti sarà dato, cerca e troverai”. Significa che dobbiamo chiedere più spesso aiuto a Dio.

Sapete, a volte pensiamo che il contatto con il divino sia relegato solo a quei momenti di tranquillità che ci ritagliamo per dedicarci alla preghiera, alla meditazione o per recarci in chiesa. Ma Dio è molto di più: è con noi 24 ore al giorno, pronto ad aiutarci e a darci risposte, a donarci il suo Spirito Per essere il nostro maestro, il nostro difensore, per donarci aiuto e conforto. E tutto ciò che dobbiamo fare è chiedere. E queste abilità che abbiamo studiato insieme in tutti questi anni: prestare attenzione ai pensieri ripetitivi alle idee, alle illuminazioni, alle rivelazioni o che si manifestano come una conoscenza immediata, alle sensazioni ripetitive.

Con le sensazioni occorre fare attenzione, perché sono imprevedibili, ma quando sono ripetitive è come se portassero la nostra attenzione su un certo aspetto, come se ci chiamassero ad aiutare i bambini o i senza fissa dimora o gli animali o l’ambiente o le donne. Se c’è qualcosa che sentiamo ripetersi, questo può essere un segno divino di quella che è la tua missione e lo scopo della tua vita. Prestate quindi attenzione a questi segni ripetitivi, alle parole che udite ripetutamente. Se ricevete messaggi uditivi ripetitivi, che vi indicano una direzione favorevole O, come nel furto d’auto a mano armata che ho subito nel 1995, se questi messaggi vi possono salvare la vita Messaggi come: “Cambia strada… controlla questo aspetto… Non fare questo… Non andare là…”

Questi messaggi di salvezza non sono allucinazioni: è Dio che, a volte tramite un angelo, ci parla. È la voce di Dio. Poi certamente ci sono anche i messaggi visivi. Spesso i doni profetici sono correlati a visioni, come per esempio i sogni di cui abbiamo parlato. Abbiamo visioni con gli occhi della mente, vediamo segni, ad esempio una piuma può essere un segno; un arcobaleno, i segni più comuni. O gli uccelli o le farfalle, sono tanti i segni che Dio ci manda attraverso la vista. È molto importante prestare attenzione.

Ogni settimana prendiamo una carta da questo set. Non è una carta presa a caso, ma scelta perché in sintonia con ciò di cui parliamo.

La carta di questa settimana è: “Non lasciare che il tuo cuore sia turbato e non preoccuparti di nulla”. Giovanni 14:27

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È un messaggio meraviglioso, contenuto nel Vangelo di Giovanni. Sono le parole di Gesù: “Non lasciare che il tuo cuore sia turbato”. È in Giovanni 14:27. Ed è importante tenere a mente questo messaggio, quando prestiamo attenzione ai messaggi della guida divina.

Vi ringrazio moltissimo per essere stati con noi oggi. Michael, io e molti animali che sono con noi stiamo traslocando.

Con i nostri video, non abbiamo mai saltato una settimana ma questi video sono molto impegnativi. E, dal momento che dobbiamo spedire l’attrezzatura sulla terraferma, abbiamo bisogno di circa 3-4 settimane di pausa. Spero che in questo periodo riguarderete i video già pubblicati.

Fino a quando non ci rivedremo, Cuore a Cuore, vi amo. Dio vi ama.

Per favore, amate voi stessi! E amate gli altri: questo guarirà il mondo. Ci vediamo dopo il trasloco.

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Cuore a Cuore di Doreen Virtue – Episodio 7 – Le persone ipersensibili

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Ciao Amici, sono Doreen. Benvenuti al nuovo episodio di Cuore a Cuore in cui parliamo di ciò che accade nella nostra vita e troviamo un sostegno spirituale. Bene. Volevo proprio sapere come state. E quando ho pregato per ricevere una guida in merito all’argomento da affrontare oggi ho ricevuto una sensazione molto forte che mi consigliava di parlare di che cosa significa essere persone ipersensibili ed empatiche. Qualcuno è molto intuitivo, qualcun altro prova sensazioni molto forti. … Sentite i cavalli che nitriscono? Siamo all’aperto, in una giornata un po’ ventosa, ma speriamo che il tempo sia clemente e ci permetta di stare insieme, qui all’aperto. Prima di tutto, voglio dire che so che cosa significa essere ipersensibili. È una situazione cui mi sono rapportata per tutta la vita.

I miei stessi genitori erano ipersensibili, in particolare mio padre, che era molto empatico. Forse siete anche voi siete ipersensibili. Una persona ipersensibile è in grado di sentire ciò che provano gli altri. E a volte confonde i sentimenti degli altri con i propri. Probabilmente anche i vostri sensi percettivi sono particolarmente sviluppati. Forse siete ipersensibili alle sostanze chimiche, ai profumi, agli odori. Potreste essere ipersensibili ai rumori e aver difficoltà ad ascoltare qualunque musica che non sia armoniosa. Forse siete ipersensibili alla violenza, inclusa quella emotiva e psicologica in cui le persone si denigrano a vicenda e non si rispettano. Per questo, dovete scegliere con molta attenzione quali programmi seguire al cinema, in televisione e su altri media. Perché, se assistete a qualunque espressione di rabbia o di ostilità, questa vi ferisce, fisicamente ed emotivamente. Le persone ipersensibili possono instaurare anche legami di co-dipendenza. In passato ho affrontato, in diverse occasioni, questo problema, quando lavoravo come psicoterapeuta.

Quando le persone sono infelici, anche noi possiamo diventare tristi. E allora possiamo anche virare in una forma di co-dipendenza, che è dispotica e in cui esigiamo che le altre persone siano felici e, se non lo sono, ci arrabbiamo. Quindi, dobbiamo prestare a questo aspetto, perché la nostra sensibilità è uno dei doni divini, un frutto dello Spirito. Lasciate che vi legga il passo della Bibbia in cui si parla di frutti dello Spirito. È nella Lettera ai Galati 5:22.

Nella nostra vita, lo Spirito Santo produce questo tipo di frutti: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, dolcezza”. Credo che una caratteristica peculiare delle persone ipersensibili sia la dolcezza e il bisogno di dolcezza nella propria vita. “… e autocontrollo”. Anche l’autocontrollo è uno dei frutti dello Spirito. Quindi, se vi accorgete che intorno a voi mancano queste qualità, la situazione può risultarvi difficile. Voglio parlare con voi di come affrontare situazioni – come il lavoro o le relazioni interpersonali – che non sono adatte a una persona ipersensibile.

Tutti sappiamo che siamo qui per essere amorevoli, per portare pace in questo mondo. Lo capiamo razionalmente e spesso anche nel profondo. Ma questo significa che dobbiamo trascorrere il nostro tempo insieme a chiunque? Anche con chi di continuo dice cose o compie azioni che feriscono noi che siamo persone ipersensibili? Come dovremmo comportarci? Nei Proverbi ho trovato una guida che mi ha aiutato molto e vi voglio leggere il passo corrispondente. Proverbio 22:24.

Fino a prima di leggere questo Proverbio, ritenevo che, quand’ero in compagnia di persone arrabbiate parte della mia missione consistesse nell’alleviare la loro rabbia. Tutti si arrabbiano, non è un peccato grave. Ma alcune persone sembrano sempre prigioniere della rabbia. E forse avete conosciuto qualcuno così, che prende tutto sul personale e come un affronto. E pensa che ogni osservazione sia una critica nei suoi confronti. E per questo motivo litiga con tutti e combatte contro ogni cosa, quasi senza sosta. Ero solita trascorrere molto tempo con persone così, pensando di poterle aiutare. E questo Proverbio mi è stato molto di aiuto. Adesso ve lo leggo e poi ne discuteremo. Dice: “Non stringere amicizia con persone iraconde e non accompagnarti a persone colleriche o imparerai a comportarti come loro e metterai a rischio la tua anima.”

Sia nella Lettera a Tito 3:10 sia nella Lettera ai Romani 16:17, la Bibbia c’invita a evitare chi crea divisioni. Queste sono le persone che amano rimestare il pentolone del dramma. Avete mai incontrato qualcuno così, che ama mettere gli uni contro gli altri, affermando: “Lui ha detto, lei ha detto…”? Di solito sono persone che amano i pettegolezzi e fomentano le discussioni, perché si annoiano facilmente e amano il dramma. Come forse sapete, le persone che hanno una vita drammatica spesso hanno vissuto un trauma.

Un effetto del disturbo da stress post-traumatico è proprio quest’attrazione verso il dramma e un sentimento di noia e di sfiducia verso la tranquillità. Per questo motivo, proviamo empatia per le persone che sembrano prigioniere del meccanismo della rabbia o del dramma. Ma dobbiamo essere molto cauti con le nostre risorse. Una di queste risorse è il tempo. Se dedichiamo tutto il nostro tempo a cercare di aiutare persone che non vogliono stare meglio o non vogliono aiuto questo ci allontana da situazioni in cui potremmo realmente essere utili.

Per quanto riguarda la sensibilità, possiamo notare che, più apriamo il nostro cuore all’amore di Dio, che è vero amore incondizionato … Dio vi ama più di quanto possiamo spiegare a parole! In questo modo apriamo il nostro cuore. È come trasformarci in una nuova persona!

E allora perché costruiamo mura e fortificazioni intorno al nostro cuore? Per proteggerci dalle ferite. È questo che lo facciamo. Tutti noi siamo stati feriti, traditi, delusi e abbiamo sperimentato perdite tremende. E, quando questo accade, abbiamo una scelta. Possiamo spegnere e anestetizzare il nostro cuore, per evitare di soffrire ancora. Ma, quando ci comportiamo così, ci perdiamo il bello della vita, rinunciamo a ogni occasione di essere amati.

Quando invece ci permettiamo di soffrire e ci sembra che il nostro cuore si spezzi, questa frattura rompe le fortificazioni che abbiamo innalzato. E così possiamo usare il nostro dolore per aiutare gli altri.

Sapete, una delle frasi più brevi della Bibbia… Sapete qual è? Sembra un quiz! È in Giovanni 11:35, la frase più breve della Bibbia. “Gesù pianse”. Questa frase mostra che l’uomo più forte mai vissuto sulla Terra – che era sceso direttamente dal Cielo – pianse, quando l’amico Lazzaro morì. Quindi è normale piangere! E credo che sia anche un modo per purificare il nostro corpo.

Voglio prendere una carta del set delle Parole amorevoli di Gesù..

Questa carta è bellissima: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Giovanni 14:27

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In tutti i Vangeli, Gesù racconta di come Egli non sia di questo mondo, per cui ci dona la pace di un altro mondo.

Questa pace che, come dice Paolo, oltrepassa la comprensione.

Grazie per essere stati con me, Cuore a Cuore.

E dal mio cuore vi invio tantissimo amore.

Ci vediamo settimana prossima!

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Cuore a Cuore di Doreen Virtue – Episodio 6 – Come gestire l’aggressività

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Ciao, Cari Amici, benvenuti. Sono seduta qui con Carob ed entrambe siamo entusiaste che siate qui insieme a noi. Perché questo è “Cuore a Cuore” ed è l’occasione per parlare sinceramente di questioni importanti per noi.

Questa settimana voglio parlare con voi della rabbia, che di solito non è uno degli argomenti che preferiamo. Molti di voi che stanno percorrendo un cammino di crescita spirituale negano infatti che la rabbia esista. Ci è stata insegnata l’importanza di un atteggiamento positivo, di cercare il buono in ogni cosa. E questo funziona… un po’!

Ma poi ci accorgiamo che, quando qualcosa ci stuzzica, ci fa esplodere di rabbia, come un vulcano. È molto più facile allora affrontare la rabbia appena si presenta, considerandola come un aspetto della nostra vita. È molto interessante occuparsi… Ti voglio bene, ti metto giù qui, insieme ai tuoi fratelli e sorelle. Ci sono tanti cagnolini: lei è con noi da circa tre anni ed è una vera gioia.

Ecco una cosa divertente e interessante. Nel Nuovo Testamento ci sono due diversi termini greci… Sapete, la lingua d’origine del Nuovo Testamento è il greco antico. Ci sono due diversi termini per indicare la rabbia. Nel Nuovo Testamento si parla quindi di due diversi tipi di rabbia. Uno dei due significa passione ed energia. Indica il moto d’animo verso qualcosa che ci appassiona, che ci carica di energia. È Dio che scende fino a noi, attraverso noi, per aiutarci con la rabbia. Questo sentimento a volte è definito di “rabbia legittima”. Se qualcuno fa qualcosa di dannoso una persona che amiamo, allora la nostra rabbia sarà legittima e sarà il momento per noi di agire invece di subire passivamente che a qualcuno che amiamo sia fatta violenza. E lo stesso vale anche quando si tratta di noi. Se qualcuno non ci rispetta, il divino ci dà la passione e l’energia per affrontare la situazione. Oppure, se si tratta di una questione che riguarda il mondo intorno a noi per cui proviamo forti sentimenti: la condizione degli animali, dei bambini, l’ambiente, le donne.

Quando sentiamo che qualcuno deve fare qualcosa, molto spesso quel qualcuno siamo noi. E proviamo la passione e l’energia necessarie per agire, secondo la guida divina. Diventando attivisti e difendendo la giustizia sociale o iscrivendoci all’Università per diventare counselor o assistenti sociali. Oppure avvocati, per contribuire a sanare le ingiustizie sociali. Questa è una forma di rabbia. L’altra forma di rabbia di cui si parla corrisponde al significato originale della parola rabbia. Il termine greco indica una persona agitata o che ribolle. E penso che, se siamo onesti, tutti noi possiamo ammettere di aver provato questo tipo di esperienza. Vero?

Perdiamo il controllo e questo accade soprattutto se abbiamo avuto un qualunque tipo di trauma nella nostra vita. Il trauma può mandare in frantumi il nostro senso di sicurezza e di ordine e cominciamo a sentirci insicuri in questo mondo. È come se ci trovassimo ad aspettare il successivo evento traumatico che sentiamo inevitabile. Diventiamo ipervigili e ci guardiamo intorno in cerca del prossimo possibile evento. E la convinzione che a qualcosa di bello segue sempre qualcosa di brutto non ci permette di rilassarci quando tutto va bene. Vi è mai successo? Accade alla maggior parte di noi.

Non voglio dire che la rabbia sia un male o un bene. Stiamo semplicemente parlando di come affrontarla. Uno dei modi di affrontare questo sentimento è riconoscerlo. Come ho accennato prima, nascondere la rabbia con pensieri positivi è come mettere un cerotto su un’arteria tagliata. Non basta! Mi spiace avervi suggerito quest’immagine forte, ma chiarisce bene che, se siamo arrabbiati dobbiamo affrontare la rabbia.

Infatti… Nella Bibbia si parla molto della rabbia, vedremo quante volte si affronta questo argomento. Ecco un passo che amo, tratto dalla Lettera agli Efesini. Mi devo mettere gli occhiali perché, a differenza della settimana scorsa, in cui eravamo all’aperto e c’era una luce perfetta, in casa la luce è più fioca.

In tutte le versioni della Bibbia, è la Lettera agli Efesini 4, una delle lettere di Paolo. Al versetto 15 si dice: “Diremo la verità con amore”. “Diremo la verità con amore, crescendo in ogni modo sempre più simili a Cristo, che è il capo di questo corpo, la Chiesa. Egli rende questo corpo armonioso, perché ogni parte ha la propria funzione e aiuta le altre parti a crescere, in modo che tutto il corpo sia sano, cresca e sia pieno d’amore.”

Queste parole sono dirette alla Chiesa, ma valgono per tutti noi, nel nostro rapporto con un qualsiasi sistema. Può trattarsi della famiglia, del lavoro o della nostra stessa persona. È necessario affermare la nostra verità con amore. Ciò significa che c’è sempre un modo amorevole per dire ogni cosa. Se siamo arrabbiati con qualcuno, certamente dobbiamo essere assertivi. Non possiamo tenerci tutto dentro, perché altrimenti la rabbia uscirà in altro modo. Con l’aggressività o con quell’atteggiamento definito passivo-aggressivo che sfocia nel sarcasmo, nelle azioni di sabotaggio.

Si tratta di vie di fuga, di scappatoie per non farci carico della nostra rabbia. E amo questo passo, sempre nella Lettera agli Efesini, 4:26: “Non lasciate che la vostra rabbia prenda il sopravvento, non lasciate che il sole tramonti sopra la vostra ira.”

E questo è vero in modo particolare se viviamo o se siamo sposati con qualcuno o se abbiamo una famiglia. È necessario fare chiarezza, parlare cuore a cuore con la persona con cui siamo arrabbiati, ma con amore. E poi è importante avere il controllo dei nostri sentimenti. Puntare il dito contro qualcuno spegne ogni possibilità di confronto. Nessuno presta ascolto quando è messo sotto accusa: ci poniamo subito sulla difensiva. È meglio dire: “Mi sono sentita arrabbiata quando è successo questo.”

E lo diremo con amore. E in tutta la Bibbia si dice che dobbiamo perdonare. E come posso perdonare qualcosa che sembra imperdonabile?

Nella Lettera ai Romani 12:21 si dice: “Vinci il male con il bene.” Non significa che dobbiamo cambiare quella persona, a volte non è nemmeno possibile: spetta a Dio, allo Spirito Santo. Possiamo però controbilanciare questa esperienza negativa, per esempio, svolgendo del volontariato.

Ed ecco la carta di questa settimana: “Amatevi l’un l’altro, come io vi amo”.

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I nostri cuori sono in pace quando, invece di nutrire rabbia, risentimento o un desiderio di vendetta nei confronti di chi ci ha ferito, affidiamo ogni cosa nelle mani di Dio, perché mandi i suoi angeli a occuparsi di ogni cosa, perché mandi lo Spirito Santo, perché aiuti gli altri a cambiare.

Non sta a noi cambiare gli altri.

Tutto ciò che dobbiamo fare è amare ognuno, senza eccezioni.

Perdonare tutti e pregare per loro.

E io prego per voi, vi amo e vi auguro una buona settimana.

Vi aspetto settimana prossima con un nuovo video di “Cuore a Cuore”.

Grazie per essere stati con me!